Archivi tag: storia

Una chiesa e una città

Il Duomo di Firenzedi Marco Marchi

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Leggi versi da “Opus florentinum” in Testi!

Quando Mario Luzi in occasione del Giubileo del 2000 ideò la scrittura scenica di Opus florentinum, il fine letterario gli si propose doppiamente celebrativo: celebrare una chiesa e celebrare una città. Obbiettivi del tutto visibilizzati, ma intimi, profondissimi. In versione drammaturgica – secondo cioè mirabili precedenti, da Ipazia a Rosales, da Felicità turbate a Ceneri e ardori la poesia di Luzi, facendosi «opus», avrebbe reso omaggio, prima di tutto, all’«opus» predicato dal titolo, e cioè alla costruzione e alle vicende di una grande cattedrale dedicata alla Madonna.

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Un Dio piccolo piccolo

di Antonietta Puri

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Leggi “Non startene nascosto” nei Testi!

La poesia Non startene nascosto, tratta da Frasi e incisi di un canto salutare, la raccolta luziana del 1990, ci conduce ad affrontare e cercare di penetrare il mistero del rapporto uomo-Dio che si realizza e si fa concreto con l’incarnazione, con l’atto per cui, secondo l’espressione di Giovanni (1, 14), “…il Verbo si fece carne”, cioè “si fece uomo”, assumendo così tutt’intera la natura umana, in corpo effettivo ed anima razionale: libera e misteriosa disposizione dell’amore di Dio per la salvezza dell’uomo.

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Poesia e terrorismo. Per Aldo Moro

Mario Luzidi Giacomo Trinci 

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Leggi “Acciambellato in quella sconcia stiva” in Testi!

Acciambellato in quella sconcia stiva è una poesia compresa nella raccolta Per il battesimo dei nostri frammenti, uscita nel 1985. Il mistero della realtà storica, col suo nocciolo di duro reale, si era aperta in modo vivido nelle raccolte degli anni sessanta e settanta e aveva creato quella meravigliosa stagione della maturità poetica di Mario Luzi in cui si assiste al presentarsi di un’acutizzata sensibilità verso il dramma collettivo dell’essere al mondo e al conseguente configurarsi di quell’incontro folgorante, infuocato, tra verticalità del processo mentale e orizzontalità del nuovo paesaggio umano e naturale, che veniva, adesso, in primo piano.

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“Avorio”, un testo ermetico

di Elisabetta Biondi della Sdriscia

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Leggi “Avorio” in Testi!

Con i suoi 18 endecasillabi sciolti, Avorio è una delle liriche più belle e preziose dell’ermetismo concettuale di Mario Luzi: il poeta riesce a creare un’atmosfera irreale, onirica, di grande eleganza anche grazie alle ripetute trasgressioni linguistiche, grammaticali e semantiche, di cui fa uso ispirandosi a Mallarmé, suo grande modello in questa fase della sua produzione artistica. Celebre l’incipit, Parla il cipresso equinoziale, oscuro: mediante l’anticipazione del verbo, usato in senso metaforico, e l’ambiguità dell’aggettivo, che connota con una precisione tecnica apparente il sostantivo e gli conferisce, insieme, indeterminatezza, Luzi realizza un perfetto esempio ermetico di immagine destituita di concretezza.

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Luzi e la storia

di Marco Marchi

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Leggi la poesia “11 settembre” nei Testi!

Da sempre la poesia di Mario Luzi ha saputo coniugare visibile ed invisibile, «terrestre» e «celeste»: versi, i suoi, che riproducono in fogge mirabili – trascoloranti dal dolore alla letizia, dalle interrogazioni tragicamente dubitanti alla certezza – una dizione incircoscritta del mondo, dell’esistente.

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Immagini di guerra e di vita

di Erica Dainelli

iraq_donne_pesiATTENZIONE
Leggi “Le donne di Bagdad” nei Testi!

La poesia Le donne di Bagdad è stata scritta da Mario Luzi nel 1992, alla fine della sanguinosa Guerra del Golfo. Il conflitto, iniziato con l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, vide contrapporsi le forze irachene ad una coalizione di stati membri dell’ONU, fra cui anche l’Italia. La coalizione, al cui vertice spiccavano gli Stati Uniti, attaccò a più riprese l’Iraq governato da Saddam Hussein, temendo che potesse estendere il suo potere non solo al Kuwait, ma anche all’Arabia Saudita.

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