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Commento a “Notizie a Giuseppina dopo tanti anni”

di Giacomo Trinci

Mario LuziATTENZIONE
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Pensiero, lingua, mondo: questi tre elementi disegnano una costante, un’ossessione nella storia della poesia di Mario Luzi e ne fanno una presenza centrale del nostro Novecento. Possiamo senz’altro dire che, all’interno dell’inesausta avventura della mente, si passa dal cuore dell’esperienza ermetica e goticizzante dei primi quattro libri, caratterizzati da un febbrile, astratto e acuto fuoco elegiaco e vertiginoso (questo fino al Quaderno gotico del 1947) all’interrogazione esitante, sommessa ma tenace, delle raccolte successive, aperte al segno purgatoriale con cui la realtà si apre, lascia filtrare segnali enigmatici e potenti insieme. Si arriva, infine, a quel germogliare finale di una vita interrogata nel pulsare eterno interno delle metamorfosi, cui dà forma una poesia sempre più musicalmente declinata in fugati tenui, aerei, potentemente scolpiti.

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Invocazione

di Elisabetta Biondi della Sdriscia
ATTENZIONE

Leggi “Vola alta, parola, cresci in profondità” nei Testi!

Vola alta, parola, cresci in profondità costituisce, senza dubbio, il momento culminante della raccolta luziana Per il battesimo dei nostri frammenti, pubblicata nel 1985: una raccolta importante, punto di riferimento ineludibile per tutta la poesia successiva, nella quale si conferma la direzione evolutiva tracciata da Nel magma, con cui Luzi, nel 1963, aveva inaugurato il nuovo corso della sua produzione poetica. Il titolo della raccolta allude alla frammentarietà dell’esistenza e al moltiplicarsi dell’esperienza poetica nei frammenti che tale esistenza compongono, nonché alla necessità di un battesimo, di una purificazione, che renda possibile il recupero della totalità, della visione d’insieme.

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Luzi e la storia

di Marco Marchi

ATTENZIONE
Leggi la poesia “11 settembre” nei Testi!

Da sempre la poesia di Mario Luzi ha saputo coniugare visibile ed invisibile, «terrestre» e «celeste»: versi, i suoi, che riproducono in fogge mirabili – trascoloranti dal dolore alla letizia, dalle interrogazioni tragicamente dubitanti alla certezza – una dizione incircoscritta del mondo, dell’esistente.

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